●Surrene                                             Timoma nel coniglio                                           Stent tracheale                                 ●La Cittadina a Bergamo●                                  

CONSIDERAZIONI INIZIALI ED IPOTESI

  

Fin dalle fasi iniziali della mia vita ho avuto l’occasione di frequentare con i miei genitori il Pianalto di Romanengo. Il Pianalto è un’area suggestiva sia per gli aspetti agricoli sia per l’orografia collinare, che lo distingue dalla campagna lombarda circostante di andamento più pianeggiante. All’interno di questo territorio sono presenti corsi d’acqua di varia portata e dimensione, boschi coltivati nella parte più esterna e aree boschive naturali nella parte più interna, suggestive per la loro peculiarità e per la numerosa varietà di specie animali e vegetali che ospitano. La particolare bellezza di questa area ha suscitato in me una forte passione verso tutti questi luoghi, che ho avuto la possibilità frequentare dapprima con i miei genitori e successivamente assieme ad amici o da solo, con atteggiamento di ricerca personale e interesse verso attività quali la raccolta di funghi e la pesca.

I momenti di svago erano accompagnati dolcemente dal piacere che l’ambiente stesso poteva offrire a chi lo frequentava. Nel corso delle varie esperienze ho conosciuto gli abitanti delle cascine, gli agricoltori che quotidianamente curano questi luoghi e altre figure professionali che studiano i vari sistemi naturalistici del Pianalto. È nata così in me spontaneamente e sempre più intensamente la capacità di saper cogliere e apprezzare il valore scientifico, culturale e storico di questo territorio, non solo limitatamente all’area di Romanengo e delle cascine circostanti, ma anche nei confronti dei paesi vicini. 

Raccolta di funghi: da sinistra porcinella, pioppini e chiodini

Ho avuto la possibilità di assistere a diverse esperienze ed iniziative di attività di comitati spontanei di difesa del territorio e dell’ambiente, in particolare nei comuni di Romanengo, Salvirola e Casaletto di Sopra. I comitati hanno cercato e tentano attualmente di contrastare i ripetuti tentativi di sfruttamento indiscriminato del territorio a scopo economico e di forte impatto ambientale ed in particolare la realizzazione di cave, discariche, attività industriali, allevamenti super intensivi e l’installazione di impianti di biogas, con progetti di entità tale da essere distruttivi sia per il paesaggio sia per la struttura stessa del territorio. Inoltre è prevista l’attuazione di un imponente impianto di stoccaggio di metano proprio nella zona di riserva naturalistica, con forte rischio di impatto ambientale e sul paesaggio naturalistico e sulle strutture del sottosuolo, sede di un’importante faglia sismogenetica, con il conseguente danneggiamento delle acque  superficiali e l’ inquinamento delle falde acquifere e dell’aria. Un altro pericolo per le strutture macro e microambientali presenti sul Pianalto è la possibile realizzazione di una attività di cava di argilla ad est del territorio. Gli effetti dannosi delle attività di escavazione sono ben visibili nella parte nord del Pianalto, dove inoltre è stata avviata di recente la costruzione intensiva e industriale di impianti di biogas.

Procedendo nel percorso di ricerca sull’effettivo valore di questo territorio, ho avuto l’occasione di confrontarmi con alcune persone, quali mio padre, medico appassionato riguardo al tema medicina e ambiente, Ferruccio Caramatti, storico archivista, e Ferruccio Rozza, amministratore di parchi naturali e studioso naturalista, con i quali è stata avviata una ricerca di dati, sia di natura documentale che di esperienze legate alle attitudini professionali.

Con questo lavoro si vuole dimostrare sotto il profilo scientifico, culturale e storico l’effettivo valore del territorio del Pianalto di Melotta, evidenziando le criticità ambientali conseguenti a un’attività antropica irrispettosa e di sfruttamento del territorio. Si intende inoltre mettere in risalto attività di eccellenza presenti nel territorio e proporre, sia sotto il profilo del comportamento sociale che sotto il profilo normativo, la strada migliore da percorrere al fine di mantenere sempre più affascinante e vicino alla sua natura costitutiva il territorio che abbiamo ricevuto in consegna dai nostri progenitori, con la speranza di riconsegnarlo intatto e valorizzato alle generazioni future.


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